IL DIRIGENTE DELL’UEFA «IMMAGINO CHE LA SOCIETÀ BIANCONERA ABBIA FATTO BENE I SUOI CALCOLI, MA ERA PROPRIO IL CASO?»
Platini: fuori i club penalizzati, è un’idea
25/8/2006
di Roberto Beccantini
Michel Platini
Michel Platini, che aria tira a Montecarlo? «Un’aria strana. Non c’è la Juve, e un sorteggio senza la Juve non capitava, se non sbaglio, dal 1991. Quindici anni».
Non sbagli. A proposito: la società ha presentato il ricorso al Tar del Lazio. Così facendo, ha dribblato la giustizia sportiva. «Mi dispiace. Immagino che i dirigenti avranno fatto bene i loro calcoli. Non si poteva proprio restare in ambito sportivo?».
Evidentemente no. Lars-Christer Olsson, direttore esecutivo dell’Uefa, ha dichiarato alla «Gazzetta»: «Ho imparato a non fare previsioni sull’Italia». E tu? «Gliel’ho suggerita io, quella battuta... Vi conosco bene... Scherzi a parte, siete un popolo imprevedibile, sul serio».
Già, campioni del Mondo e di scandali. L’Uefa ci marca a uomo. «In questi giorni, abbiamo parlato di un sacco di cose. Anche di voi, naturalmente. Ma non più di tanto».
Il caso Juventus vi preoccupa? «Noi, i rapporti, li teniamo con le singole Federazioni. Tutto sotto controllo, per ora. Ho letto che la Figc sanzionerà la Juve per aver violato la clausola compromissoria. È la prassi, direi».
La Fifa aveva minacciato tuoni e fulmini. «Sono atti dovuti. Il calcio non può essere ostaggio dei tribunali ordinari».
Blatter non ci può vedere... «E chi l’ha detto? Se davvero vi considerasse dei nemici, mica si sarebbe limitato a non premiarvi a Berlino... Ciò premesso, perché non lo chiedete a lui?».
Che idea ti sei fatto delle nostre sentenze? «Terribile la prima, curiosa la seconda. La Juventus in B a meno diciassette, il Milan addirittura in Champions League nonostante quel popo’ di handicap. Capisco lo sconcerto dei tifosi juventini. Il Milan, poi, ha battuto tutti i record: iscritto in Uefa e in Champions nella stessa stagione...».
Dicono che, sotto sotto, tu abbia tirato la volata al Lens. «Falso, nella maniera più assoluta. La mia posizione è stata sempre chiara: o il Milan o un’altra italiana».
L’Uefa ha allo studio un codice per escludere le squadre penalizzate. «Ci stiamo lavorando su».
Un passo indietro: Zidane tre, Materazzi due. Un successo politico di Platini, si scrisse. «Balle. Essendoci di mezzo un francese, mi chiamai fuori. Adesso che è passato un po’ di tempo, posso dirti che ritengo giusto il principio di punire “anche” il provocatore, ma che una forbice così esigua non sta né in cielo né in terra».
Ronaldo al Milan, che effetto ti fa? «Ha giocato nel Barcellona e nel Real, e se dopo aver militato nell’Inter va al Milan, giù il cappello: come si dice, non capisco ma mi adeguo. Peccato che a Eindhoven ci fosse solo il Psv. Una volta, la maglia era quasi tutto. Oggi, è come un’auto: la guidi, pensando già alla prossima».
La Juve ha preso Boumsong. «Una gran brava persona, un buon acquisto. È nel giro della Nazionale, i paragoni con Thuram non mi piacciono, mi piace lui».
Che Champions sarà? «La solita. Barcellona, Real, Inter, Milan, Chelsea, Arsenal, Liverpool, Manchester United. Chissà quanti anni passeranno prima di un’altra finale tra Porto e Monaco».
Sei candidato alla presidenza dell’Uefa. Nel manifesto elettorale, molto romantico, parlavi di ritorno massiccio all’eliminazione diretta. «Parlavo. I grandi club non ne vogliono sapere. Se confermassi una simile eresìa, non prenderei nemmeno un voto».
Sei settembre, Francia-Italia per gli Europei. Sii sincero: vi rode ancora? «Certo che sì. A Rotterdam, nel 2000, meglio voi. A Berlino, meglio noi. Eppure il destino si è divertito a mescolare i risultati. Comincia un nuovo romanzo. Senza golden gol e rigori, senza Zidane e Materazzi. Alla pari. Oh Dio, alla pari proprio no: uno come Zizou, dove lo trovi?».