11/3/2010 (7:15)
- OTTAVI DI EUROPA LEAGUE, STASERA CONTRO IL FULHAM
L'ossessione di David
"Juve, vinci qualcosa"
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| David Trezeguet, 32 anni, decima stagione alla Juventus
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Prima dell'addio Trezegol
vuole rompere il digiuno
MASSIMILIANO NEROZZI
FULHAM
Ossessionato dal vincere qualcosa, dopo il castigo della serie B, David Trezeguet vorrebbe avvicinarsi al traguardo stasera all’Olimpico, contro il Fulham, primo round degli ottavi di Europa League. Sognava la Champions, ora da rincorrere solo per il prossimo anno, ma a questo punto brilla pure l’altra coppa. «Ci teniamo - attacca il francese - e per questo mi auguro di arrivare fino in fondo, e vincere questa coppa. È questo quello che conta: vincere qualcosa. La Juve è a digiuno da troppo tempo». Dura da sopportare per un giocatore, e una squadra, che s’è sempre cibato di vittorie. David lo ripete dal ritorno in serie A, con una voglia che gli anni hanno gonfiato: «È ora di raccogliere qualcosa di importante». Per lui, potrebbe essere l’ultima chance, perché l’idea di un addio a fine stagione, annunciata a luglio in Spagna e poi ritirata, è solo stata messa in un angolino. Meglio razziare subito qualcosa, poi penserà al futuro, suo e della Juve.
Da attaccante, il mirino l’ha puntato: «L’Europa League è fondamentale, per tutti - ribadisce - e credo sia importante per tutto il gruppo. Ci aspettavamo di disputare un altro tipo di competizione a questo punto della stagione, purtroppo non è stato così. Ora bisogna guardare avanti». L’avanti è il Fulham di Roy Hodgson, che ieri ha chiamato a raccolta la sua ex tribù: «Gli interisti tiferanno per noi». Trezeguet non pare preoccupato: «Abbiamo rispetto per questa squadra, capace di battere l’ultima vincitrice della Uefa, ma cerchiamo di continuare sulla nostra linea: la vittoria a Firenze ci ha dato una carica in più, sia per il campionato che per questo torneo. Ci teniamo a far bene, gli obiettivi sono lontani, ma siamo sulla strada giusta».
Qualche chilometro lo può far fare anche lui, a modo suo, con i gol, l’altra ossessione. Gliene manca uno per arrivare a 170 in bianconero, in 313 presenze, media impressionante. Pure quest’anno, che partiva dallo scantinato, e tra gli infortuni, Trezegol ha rispettato il nomignolo: 8 reti, il migliore della compagnia, con il quattrordicesimo minutaggio. Anche se buttarla dentro è stata, ed è dura, perché gli tocca un lavoraccio. Per uno cui servirebbero solo buone munizioni. Per questo, Zac l’ha elogiato: «Dobbiamo ancora trovare gli equilibri per aiutare gli attaccanti - spiega il tecnico - e a David ho chiesto di aiutare molto la squadra, anche perché a uno come lui non devo insegnare come fare gol. Dobbiamo fare in modo di metterlo nelle condizioni di fare quello che sa fare meglio». Bastano un paio di palloni giocabili, uno te lo butta dentro: questa è stata la sua vita. «Parlano i numeri», ricorda spesso l’attaccante. Il compagno dovrebbe tornare ad essere Alex Del Piero, il suggeritore Diego, anche se Zac ieri aveva una mezza idea di far rifiatare il brasiliano e consegnare le chiavi a Candreva, dopo la bella serata di Firenze. Altri dubbi in mezzo, dove uno tra Marchisio e Sissoko potrebbe partire dalla panca. Al solito, conteranno i gol, però. Dunque, parola a David che non parla dal 12 dicembre: troppo, per uno come lui.