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10/3/2010 (7:7) - L'INVITO DELL’AZIONISTA: "SIAMO SULLA STRADA GIUSTA, TENIAMO I PIEDI PER TERRA"
Elkann, carezze a Zaccheroni
John Elkann con il premio Nobel per la chimica Harold Kroto
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«Chi sarà alla guida della Juventus il
prossimo anno? Ora il tecnico è lui»
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO
Avendo già vissuto troppe notti horror (nei mesi scorsi) e sconfitte improvvise (l’ultima con il Palermo), John Elkann s’è visto volentieri il colpo di Firenze, ma non s’illude, e invita a non farlo: «Siamo sulla giusta strada - dice il presidente di Exor, azionista di maggioranza della Juve - ma c’è ancora tanto da lavorare, tanto da fare. Allora, piedi per terra». Altre volte, in questa stagione, una vittoria è stata seguita da un crollo: «Ogni partita si ricomincia, questa è la lezione che abbiamo imparato: né disperarsi, né esaltarsi». A partire da domani sera, quando i bianconeri si giocheranno l’andata degli ottavi di finale di Europa League, contro il Fulham: «Dobbiamo rimanere attenti - continua Elkann - sia in coppa che in campionato e giocare tutte le partite al massimo. La Juve ha dimostrato che lo può fare».

Sul tenere i piedi ben appoggiati al terreno, insiste da tempo anche Alberto Zaccheroni, con la squadra e pure parlando del suo futuro: «Ho zero possibilità di restare - aveva detto il tecnico un paio di settimane fa - e poi ora penso soltanto a raggiungere l’obiettivo di questa squadra». Neppure Elkann si sbilancia su quello che verrà, ma pur diplomatico, per lo meno lascia aperta qualsiasi opzione, quando gli si chiede se Zac è uno dei candidati per il prossimo anno: «Ora Zaccheroni è l’allenatore della Juventus». Punto. Ogni cosa a suo tempo. E ora tocca solo vincere più partite possibili, andare avanti in coppa, e qualificarsi per la Champions League.

L’impressione è che il club bianconero non abbia ancora scelto il tecnico per la prossima stagione, ma abbia selezionato i candidati, valutandone pregi e difetti. In cima alle preferenze, ci sono Cesare Prandelli e Rafael Benitez, ma qualche chance se la sta guadagnando pure Zac. «Magari l’allenatore del futuro ce l’abbiamo già in casa», scherzava pochi giorni fa qualcuno dentro casa Juve. Piace, il tecnico, perché è un assiduo lavoratore, perché sta di nuovo cementando la squadra, e perché sta migliorando i risultati. Che saranno decisivi, al solito. Tutto dipenderà infatti da come fileranno le settimane, da qui a metà maggio, e quale sarà l’approdo della Juve. «Ora Zaccheroni è l’allenatore della Juventus». Domani chissà: ma vale per tutti i candidati. Senza scientifiche certezze, come quelle che nel 1996 portarono al Nobel per la chimica Sir Harold Kroto, ieri a Torino eclettico insegnante per oltre trecento ragazzi piemontesi in un incontro promosso dalla fondazione Giovanni Agnelli. C’era anche Alex Del Piero, che ha palleggiato con il modellino della molecola di fullerene, detta appunto buckyball per la somiglianza a una palla, e che valse allo scienziato il premio dell’Accademia svedese.

Niente palleggi invece, ieri a Vinovo, per Claudio Marchisio, fermato dalla febbre, mentre Sissoko ha qualche acciacco muscolare. Zac spera di poter arruolare nuovamente per la partita di domani, Caceres, fuori dal 18 febbraio, e Camoranesi, che era uscito ammaccato dalla partita contro il Palermo. Oggi, dopo l’ultimo allenamento, e fino a maggio, deciderà il tecnico: dopo, chissà.
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