9/2/2010 (8:21) - LO SBARCO SUI MERCATI USA
Fiat, via alla 500 prodotta in Messico
Ogni anno oltre 100 mila vetture
L'ad di Fiat Sergio Marchionne: la 500 sbarca in Messico
Investimenti per 950 milioni
Parte l'avventura americana
dell'auto-icona della casa torinese
A breve Chrysler potrebbe
produrre auto elettriche
Sergio Marchionne a tutto campo, al termine di una missione in Messico che ha segnato il via al lancio nel continente americano della nuova 500: l’amministratore delegato Fiat ha incontrato il presidente Felipe Calderon e, in una lunga conferenza stampa in un albergo della capitale, ha poi affrontato diversi temi, dall’importanza del progetto "messicano" e le auto elettriche ai recenti problemi della Toyota.

I dati chiave del progetto Messico della Fiat sono i seguenti: investimenti pari a 550 milioni di dollari nello stabilimento rielaborato della Chrysler a Toluca, con una produzione - a partire da dicembre - pari a 100 mila vetture l’anno. Tra i punti di vantaggio comparativi del Messico segnalati da Marchionne, spiccano «la qualità» dei lavoratori e ingegnieri dello stabilimento di Toluca, oltre alle potenzialità e la posizione geografica del mercato messicano.

Nello scacchiere globale delle Americhe, il paese ha infatti le carte in regola per occupare un ruolo chiave per la produzione della nuova 500, visto che il Messico «si trova in una posizione ideale rispetto sia al Nord che al Sud dell’America», e ha due accordi commerciali rilevanti: il primo con l’America del nord (e cioè il trattato di libero scambio Messico-Usa-Canada) il secondo in vigore con il Brasile, nuovo vero colosso dell’America Latina.

Sul fronte finanziario, Marchionne ha poi precisato che del totale degli investimenti previsti, circa 400 milioni saranno coperti con crediti provenienti da alcuni organismi statali messicani, quali il Bancomext (Banco nacional comercio exteriore) e il Nafin (Nacional Financiera).

L’ad Fiat non ha poi escluso la possibilità di «altri investimenti» in Messico, non solo a Toluca ma anche a Saltillo, a ridosso della frontiera con gli Usa. «Ci sono potenzialità per esportare i furgoni Ram», ha ricordato, rilevando che il Messico fabbrica auto «di classe mondiale», quali il Journey e il PT Cruiser.

Rispondendo alle domande dei cronisti, Marchionne si è poi riferito a due temi puntuali di attualità del mondo dell’auto: Per esempio al fatto che «a breve termine» la Chrysler potrebbe produrre auto elettriche, anche se - ha tenuto a precisare - lo sviluppo di questo tipo di vetture «non abbia ancora raggiunto la sua tappa finale».

Circa i problemi che d’altra parte affronta in questi giorni un altro big del settore, e cioè la Toyota, Marchionne si è detto dispiaciuto per i recenti guai tecnici del gruppo giapponese. «Toyota sta soffrendo quello che io non vorrei mai soffrisse la Chrysler», ha commentato, sottolineando che «se lavorerà rapidamente» il gruppo potrà comunque «recuperare» quanto prima. «Sono con loro, hanno grande talento», ha rilevato, aggiungendo che le imprese concorrenti dovranno «rispondere alla domanda» derivante da tali problemi.

Circa l’andamento del mercato mondiale, Marchionne aveva qualche ora prima ricordato - insieme a Calderon allo stabilimento di Toluca - che l’industria dell’auto «sta emergendo da una crisi molto difficile che ha colpito ogni paese, compreso il Messico. Per Chrysler tale calo economico ha aperto le porte ad un’alleanza globale con Fiat, fatto che ci porta direttamente al piano per produrre la 500 a Toluca» L’ad Fiat ha infine fatto riferimento alla possibilità di includere l’Alfa Romeo nell’ambito dei modelli Chrysler, insieme a Dodge e Jeep: «Abbiamo una forte presenza nei segmenti A, B e C» e, ha aggiunto, «possiamo aiutare Chrysler in questi settori», nei segmenti cioè dove il marchio Usa non è presente.
> LA BORSA ITALIANA
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