9/2/2010 (7:58)
- IL CASO
Toyota, richiamate 436.000 ibride
 | | Un operaio al lavoro in uno stabilimento Toyota
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Il gigante dell'automobile ha anche deciso di sospendere la vendita di nuove vetture ibride in Giappone
TOKYO Toyota richiama in officina i pezzi più pregiati della sua tecnologia d’avanguardia a causa dei problemi all’impianto dei freni: le auto ibride e l’icona Prius. Altri 437.000 veicoli a livello globale, che si sommano agli 8 milioni di pezzi già oggetto di ritiro per difetti al pedale dell’acceleratore. Un duro colpo al cuore della compagnia che è riuscita nel tempo a trasformare, nella percezione collettiva, il nome Toyota in sinonimo di sicurezza e affidabilità. Per questo, di fronte a una crisi che potrebbe portare le Big Three dei rating (Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch) a decidere un downgrade, il numero uno Akio Toyoda, nipote del fondatore, scende di nuovo in campo e dopo quattro giorni ripresenta le sue scuse. La profondità dell’inchino è già di per sè il segnale più eloquente per capire la gravità (e solennità) del momento.
Afferma di voler riconquistare «la fiducia della clientela» che è la priorità, assicura «che raddoppieremo l’impegno per la qualità come elemento prioritario della nostra compagnia»e spiega che «con me stesso alla guida e attenendoci al ’genchi genbutsu (’vai e vedì, uno dei 5 principi del famoso modello della casa, la Toyota Way, ndr), tutti alla Toyota affronteremo la questione in stretta cooperazione, con i nostri concessionari e i nostri fornitori. Insieme - continua - faremo ogni cosa in nostro potere per riconquistare la fiducia dei clienti». Lo dice prima in giapponese e poi in inglese, quasi a voler cancellare le critiche della stampa internazionale quando nella conferenza stampa del 5 febbraio pronunciò alcune parole in un inglese appena "sussurrato".
Dell’ultima ondata di richiami, 223.068 vetture sono la parte del Giappone, suddivise in quattro modelli: 199.666 Prius, incluse quelle prodotte fino a fine gennaio, 159 nuove Prius PHV (plug-in hybrid, 159), 10.820 Sai e 12.423 Lexus HS250h. In Nord America, invece, le auto interessate sono 155.000, in Europa 53.000 (2.600 in Italia), mentre in altri Paesi 5.000. I titolari della terza generazione Prius, lanciata lo scorso maggio, hanno segnalato che su ghiaccio e strade sconnesse il freno che ricarica le batterie dei veicoli elettrici ha «tempi più lunghi di risposta», spiega il vice presidente esecutivo, Shinichi Sasaki, a capo delle operazioni servizi e qualità ai consumatori. «Con pochi casi al mese era difficile ipotizzare difetti», ribadisce, spiegando che l’errore è nel software nel sistema anti-bloccaggio dei freni (ABS) che e le auto prodotte sono pra prive di problemi. Ci vorranno 40 minuti a veicolo per scaricare, presso ogni concessionario, il software di correzione che rimodula i tempi di reazione del sistema di frenata.
Toyoda, in risposta a una domanda, anticipa - senza precisare quando - che si recherà negli Usa. Domani al Congresso sarà ascoltato sulla vicenda Toyota il capo delle attività Usa, Yoshimi Inaba «allo scopo di incontrare e incoraggiare le persone e chi lavora con noi. Vorrei spiegare quel che vogliamo fare tutti insieme». Promette maggiore dialogo con le autorità americane, incluso il segretario ai Trasporti, Ray LaHood. Il premier nipponico Yukio Hatoyama ha invitato Toyota a garantire la sicurezza dei suoi veicoli: «quando si verifica un evento che danneggia la sicurezza, iniziative devono essere prese per lavorare alla sicurezza delle persone in Giappone e in tutto il mondo». Più duro il ministro dei Trasporti, Seiji Maehara, che ha criticato la compagnia per la reazione molto lenta, senza rispettare «il punto di vista dei clienti». Alla Borsa di Tokyo i titoli hanno chiuso in rialzo del 2,9%: l’annuncio su Prius e modelli ibridi, secondo gli analisti, ha contribuito a fugare i primi dubbi sui prodotti di punta, anche se c’è un lungo percorso da fare per recuperare il 20% di capitalizzazione bruciata dall’inizio della crisi.
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