«Undicenne abbandonato dall'Asl» - «L'Esercito fa da jolly» - «Troppo caldo, sui bus si sviene» - «Al Cto un utilizzo improprio del Pronto Soccorso»
Un lettore scrive:
«Mio cugino Gabriele, 11 anni, soffre di problemi psicologici, con crisi molto violente. E’ seguito da psicologi e psicoterapeuti infantili sia dell’Asl sia privati. L’uica soluzione proposta è quella di ricoverare il bambino presso un centro a Casalnoceto in provincia di Alessandria (i miei zii abitano a Chieri) dove è pronto uno staff medico a completa disposizione del bambino.
«Il problema insormontabile è che la struttura ha fatto una richiesta all'Asl di un costo preventivato in 225 euro giornalieri, mentre l'Asl è disposta a pagarne solo 158 e non intende sentire le ragioni della controparte. Ma a queste condizioni la struttura alessandrina si rifiuta di accogliere Gabriele. Il piccolo ha problemi che peggiorano rapidamente e i medici che lo seguono insistono per un ricovero immediato. Come al solito è solo una questione di soldi, ma è così che la sanità pubblica aiuta i più deboli?». MICHELE CARBONE
Un lettore scrive:
«Tra le ipotesi per risolvere alcuni problemi legati alle ultime elezioni regionali si ipotizza anche l'impiego dell'Esercito per il conteggio delle quindicimila schede elettorali contestate.
«Sono passati più di trent’anni da quando studiavo regolamenti come allievo ufficiale; ancora adesso ricordo chiaramente che tra i compiti delle Forze Armate vi erano "la salvaguardia delle libere istituzioni" e il concorso in caso di "pubbliche calamità".
«Il presidio ai seggi rientrava nella prima definizione, i vari disastri nella seconda.
«Non è che quando non si sa che pesci pigliare si pesca il jolly...». GIUSEPPE CICO
Una lettrice scrive:
«L'aria condizionata, sul bus 1 passato alla fermata di via Genova angolo via Vado il 24 agosto alle 16.45, a detta dell'autista, non funziona. E lui, dal posto di guida, non è in grado di intervenire in alcun modo
«Il tragitto più lungo è fino a Porta Nuova e siamo in tanti ad arrivare sin lì. Per la precisione lo sto facendo mentre scrivo. Pago un abbonamento e viaggio 9 volte su 10 in condizioni disumane, perché il servizio è decisamente vergognoso.
«Vorrei delle risposte, perché tutti i torinesi conoscono questi disagi quando fa caldo. Io soffro di pressione bassa e rischio ogni volta di svenire o di essere colta da un collasso, grazie alla Gtt...». CRI
Il direttore sanitario del Cto scrive:
«Quanto riportato dalla signora Paola Bruno nella sua segnalazione sui fatti accaduti nella serata del 2 agosto non è in alcun modo legato all’organizzazione dell’attività del Cto nel mese di agosto, in particolare per quanto riguarda le prestazioni in urgenza del Pronto Soccorso.
«La signora, nell’impossibilità di fruire della prestazione sanitaria dal proprio medico di medicina generale, si è infatti rivolta al Pronto Soccorso dell’ospedale per una patologia non traumatica che lei stessa ha dichiarato essere presente da più giorni.
«Si è trattato, nella fattispecie, di una sorta di utilizzo improprio del Pronto Soccorso.
«L’informazione del medico ortopedico sul lungo tempo di attesa prevedibile per i codici bianchi andava letta come premurosa attenzione resa ai pazienti e non già come la volontà di negare o posporre la prestazione sanitaria verso la paziente». ROBERTO GERBI