6/9/2010
Lettere del 6 settembre
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La rinascita dell’aristocrazia
La confessione plateale del premier sulla incostituzionalità della legge elettorale è andata in onda su tutti i mezzi di informazione. I deputati finiani che rientreranno nel popolo della libertà avranno posti sicuri, cioè i primi in ordine di precedenza, nelle prossime Liste elettorali. Che cosa squallida i rappresentanti del popolo minacciati, ricattati, ridotti a numeri utili solo per i voti di fiducia.
Quanto potere ha concentrato nelle mani di poche persone questa legge, la dirigenza del paese non nasce dal popolo come ci dice tutti i giorni il premier ma nasce nella testa di 7 segretari di partito che usano questo potere come il potere di un maestro di scuola, la bacchetta per infliggere punizioni è la minaccia del numero d’ordine sulle future liste elettorali, ai deputati manca solo il grembiulino.
Assistiamo impotenti alla divisione anche futura del potere da parte della «nuova aristocrazia».
FRANCESCO DEGNI

Il segno “più” dei fondi etici

In questo periodo in cui l’indice azionario nazionale e mondiale è spesso preceduto da segno «meno», un settore in ambito finanziario sembra in controtendenza rispetto agli investimenti tradizionali: i fondi etici. Le forme di investimento etico, risulta da una ricerca, sono aumentate in ambito europeo e mondiale, come sono cresciute le persone che affidano i propri risparmi a questa valida alternativa. Peccato che l’Italia non risulti tra i primi posti per fondi e investimenti. Forse, per rilanciarli nel nostro Paese, è il caso che lo stimolo parta dagli enti locali, che investendo in modo sostenibile diano l’esempio ai cittadini che amministrano.
A. SILLIONI

Chi rimpiazzerà i dirigenti scolastici

Forse perché troppo presa dalla sue Riforme Epocali, la Gelmini non s’è accorta che bisognava tempestivamente rimpiazzare i dirigenti scolastici che andavano in pensione.
Risultato: quest’anno centinaia e centinaia di scuole (80 solo a Roma) sono state affidate in reggenza a persone già ampiamente impegnate a dirigere la propria scuola e - ahimè - sprovviste del dono dell’ubiquità. Stanti i tempi lunghi per espletare i concorsi, il prossimo anno ovviamente la situazione si aggraverà.
I genitori che vedono peggiorato il servizio scolastico ringraziano commossi.
NEVIO PELINO ROMA

Quei sette paesi così indipendenti

Mi sia consentito evidenziare come sette paesi tra Piemonte e Liguria, più altri due parzialmente, non abbiano mai fatto parte legalmente dello Stato sabaudo e quindi, di conseguenza, del Regno di Sardegna, del Regno d’Italia e della Repubblica Italiana.
Questi paesi sono Saliceto, con le sue antiche pertinenze di Paroldo, metà di Camerana e parte di Rocchetta di Cengio; Murialdo con Massimino, Zuccarello, Castelvecchio di Roccabarbena, Erli e Castelbianco.
In merito a questa osservazione, invito a leggere la storia di Saliceto da me riportata nell’enciclopedia internazionale Wikipedia. Saliceto, peraltro, presenta gioielli artistici e architettonici sconosciuti, come le chiese di San Lorenzo e di San Martino, monumenti nazionali, e gli affreschi straordinari nell’antico castello, adiacente alla chiesa, sicuramente unici in Piemonte. Vi sono poi «bassorilievi esoterici» non reperibili altrove in Europa, con un’immagine del Bafometto templare come ebbe a descriverlo Guglielmo da Nogaret, gran cancelliere del re di Francia Filippo il Bello, nell’arringa accusatoria contro i massimi notabili dell’Ordine del Tempio: una testa baffuta con zampe da caprone! E c’è anche dell’altro, molto altro…
GUIDO ARALDO

L’epoca antica dei calciatori-eroi

Tutti questi giocatori di calcio che dopo «quarantene d’infermeria» vengono venduti e «sparano» poi sulla ex squadra per strane incompatibilità (incomprensioni da ricchi dipendenti mai allineati e pieni di supponenza) rivitalizzandosi d’improvviso non corrispondono più a quei «calciatori-eroi» d’una volta; riportati alla umana realtà di normali lavoratori, che se lasciati inoperosi portano alla Società stessa notevole danno per gli alti ingaggi percepiti (pensiamo per un momento anche a tutti i vari «lungodegenti»). Pensiamo a tutti quei calciatori che fanno continui proclami di vittoria salvo poi mostrarsi in campo la domenica come tanti zombie (che non hanno dormito la notte precedente), be’, tutti questi non riescono più a convincermi.
Il Pianeta-calcio ha riportato molti tifosi con i piedi per terra, allontanando, progressivamente, la gente da uno dei più bei «passatempi», sarà davvero arrivato il momento di trovarsi qualche degna alternativa?
ANGELO MANDARA

Uso e abuso del termine “carioca”

Volevo solo far notare come spessissimo venga usato erroneamente «carioca» come aggettivo che accompagna l’intero Brasile. In realtà l’aggettivo carioca è relativo solo allo stato di Rio de Janeiro e non identifica l’intero Brasile. Il Brasile è una repubblica federale. Paulista sarebbe l’aggettivo per lo stato di San Paolo. Pernambucano per il Pernambuco. Mineiro per il Minas Gerais e così via...
M.P.
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